giovedì 29 settembre 2011

palazzi






finestre, balconi, balconcini, tapparelle, scuri, legni
cemento, intonaco, ferro, crepe, buchi, fessure, botte
tetti, camini, antenne, parabole, tegole, eternit, catrame
porte, porticine, tre scalini, ringhiere, cornici, finiture
campanelli, batti porta, luci, lumini, fari, ombre
marciapiedi, grondaie, catene, cancelli, vecchie insegne
linee, trattini, mattoncini, rettangoli, quadrati, punti
ritmici, noiosi, stanchi, sporchi, opachi, scomodi
seriali, testardi, armoniosi, curiosamente insani

dal finestrino scorrono, enormi petroliere in disuso
vuote arenate, stanno lì a guardare, senza cuore
ruderi futuristici di colonie umane, quasi disabitati
pieni di finestre, costeggiano le tangenziali
anonimi pallidi come la gente che li abita.
resto muto, alieno, fermo a contemplare
rette verticali, enormi misure, la ripetizione
resto felice, convinto che dietro a quelle finestre
vadano avanti vite, di cui non saprò mai nulla
resto felice, nel vedere al di fuori di me l' armonia
infinita, che porta quiete, cementata e umana

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